Il lavoro senza speranza versa nettare in un setaccio.
S. T. Coleridge
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lunedì 3 maggio 2010

Petizione

Pubblichiamo qui di seguito il testo di una petizione promossa dal coordinamento insegnanti delle scuole superiori di Modena "La Politeia, che potete firmare al seguente indirizzo:
http://www.politeia.emr.it/petizione_contro_classi_affollate/


AL DIRIGENTE SCOLASTICO DELL'ISTITUTO
OGGETTO: Diritti e obblighi nell'individuazione dei criteri per la formazione delle classi.

In questi giorni i Consigli d’Istituto delle scuole si stanno riunendo per discutere, tra le altre cose, anche dei criteri per la formazione delle classi. Per effettuare tutti i tagli previsti dall’art. 64 della legge 133, le classi previste saranno composte di un numero molto alto di allievi. Alle superiori, le classi iniziali devono avere un numero minimo di 27 alunni e poi i resti vengono distribuiti fino a 30, ma in sede di organico di fatto si potrà pure arrivare a 33.
Sono numeri che peggioreranno la qualità del servizio e faranno andare le aule scolastiche ed i laboratori fuori norma:
  • sia in riferimento agli indici minimi di funzionalità didattica (D.M. 18 dicembre 1975 – Norme tecniche per l’edilizia Scolastica che stabilisce i parametri spaziali minimi a disposizione di ogni persona presente nei locali scolastici (1,80 metri quadri netti per la scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di I grado; 1,96 metri quadri netti per le scuole secondarie di II grado)),
  • sia per la prevenzione incendi (D.M. 26 agosto 1992 – Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica). Il presente decreto al punto 5.0 (Affollamento) stabilisce il limite massimo di persone presenti in un'aula nel numero di 26.).

Inoltre appare opportuno evidenziare che la qualità dell'offerta formativa potrebbe risultare inevitabilmente compromessa dall'applicazione dell'articolo 64 e delle circolari ad esso correlate. Si reputano particolarmente allarmanti le problematiche indicate di seguito:

  • dispersione scolastica (soprattutto nelle classi iniziali i margini di intervento da parte degli insegnanti nei confronti di studenti con difficoltà di approccio a determinate discipline risultano sottoposti a fortissime limitazioni)
  • interventi individualizzati (fortemente limitata risulta anche la possibilità da parte del corpo docente di elaborare percorsi formativi finalizzati all'ottimizzazione del profitto scolastico e allo sviluppo delle potenzialità individuali)
  • difficoltà nell'organizzazione delle uscite didattiche
  • discontinuità didattica
  • disgregazione del gruppo classe nel caso di accorpamento di classi intermedie.

Con la presente nota allora si vuole:

  • denunciare le evidenti contraddizioni tra le direttive del Ministero (art. 64 legge 133 del 6 Agosto 2008) che impongono l’aumento degli alunni per classe e la normativa esistente in materia di sicurezza e agibilità dei locali scolastici (Decreto Interministeriale del 18 Dicembre del 1975; Decreto del 26 Agosto del 1992 del Ministero dell’ Interno; Decreto legislativo n. 81 del 9 Aprile 2008: testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro).
  • richiamare l'attenzione sulle responsabilità civili e penali che potrebbero discendere sulla Dirigenza Scolastica qualora detta normativa fosse applicata a scapito della disciplina costituzionalmente garantita sulla sicurezza e sulla prevenzione nei plessi scolastici.
    Quest'ultima normativa, basandosi su principi costituzionalmente garantiti, prevale rispetto alle leggi emanate esclusivamente nell'ottica di distrarre risorse (taglia 8 miliardi di euro e 134 mila posti in tre anni) dal settore scolastico, a detrimento non solo della qualità dell'offerta formativa, ma anche dell'incolumità dei soggetti che fruiscono delle strutture scolastiche.
    Il Dirigente Scolastico e il Consiglio d'Istituto, quindi, hanno il compito e il dovere di verificare caso per caso, aula per aula, se sia possibile l'applicazione legittima delle normative inerente all'innalzamento del numero degli alunni per classe. In caso di inadempienza, essi stessi potrebbero essere responsabili della gravissima violazione delle norme sulla sicurezza e sulla prevenzione.
  • invitare alla mobilitazione immediata prima che si determinino definitivamente gli organici del prossimo anno e non rassegnarci o arrenderci, (parole che racchiudono tutta la liturgia del perdente) alla nuova ecatombe di posti di lavoro che ci si parerà innanzi.

Per il coordinamento insegnanti delle scuole superiori di Modena "La Politeia"


domenica 28 marzo 2010

PETIZIONE IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA

Il COMITATO GENITORI-INSEGNANTI, il COMITATO DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA, la RETE PRECARI di PISA vogliono rendere partecipi i cittadini e la società civile delle drammatiche scelte del Governo in materia di ISTRUZIONE PUBBLICA e dell’attacco portato al DIRITTO ALLO STUDIO, informando sulle conseguenze che deriveranno nei prossimi anni per le nuove generazioni e invitando a sottoscrivere la seguente petizione destinata al PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, al PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, al MINISTRO GELMINI, alle FORZE POLITICHE E SINDACALI oltre che agli organi competenti ai vari livelli provinciali, regionali, nazionali.

I provvedimenti sulla Scuola che si sono susseguiti negli ultimi 15 anni, quasi sempre senza alcun progetto didattico, e i tagli sempre più consistenti alle risorse di quella pubblica, hanno determinato un progressivo impoverimento della qualità dell’istruzione.
In particolare gli ultimi provvedimenti del Governo Berlusconi, a partire dalle riforme Gelmini (dalla scuola primaria a quella secondaria), stanno portando la situazione ad un punto di collasso, e si configurano come un attacco al diritto allo studio, costituzionalmente garantito, ed al ruolo della Scuola Pubblica.

Le “riforme” Gelmini, che sconvolgono i quadri orari e didattici della scuola di ogni ordine e grado, dall’introduzione del maestro unico e con l’abolizione del tempo pieno nella scuola elementare e delle copresenze in tutti gli ordini e gradi, fino al riordino dei cicli delle scuole superiori, sono state il risultato di scelte ideologiche e unilaterali del Governo, affrettate allo scopo preciso di fare immediatamente cassa e attuate con metodi puramente amministrativi.
È inaccettabile che provvedimenti di portata così vasta, che cambiano radicalmente una istituzione fondamentale della società e che coinvolge gli interessi, le attese e le prospettive di tutti i cittadini, siano sottratte alla discussione pubblica e al più ampio possibile dibattito politico e sociale, e non vengano sottoposti ad alcuna seria verifica didattica ma imposti in modo autoritario.

I sottoscrittori della presente petizione intendono denunciare la gravità della situazione in cui versa la Scuola Pubblica, e manifestare la propria opposizione contro le recenti riorganizzazioni dei cicli scolastici.
Chiedono invece che venga invertita la politica dei tagli, che ha contraddistinto tutti i governi, di ogni colore politico, degli ultimi anni, e si ponga all’ordine del giorno, come questione politica nazionale cruciale, la realizzazione di una reale riforma che, fondata su valori condivisi e risultato di una larga e approfondita discussione pubblica che coinvolga l’insieme del corpo sociale e tutti coloro che nella Scuola vivono e lavorano, riaffermi il ruolo centrale dell’istruzione e della Scuola Pubblica e difenda il valore costituzionale per tutti i cittadini del Diritto all’Istruzione.

- Chiediamo pertanto che venga sospeso il riordino dei cicli delle scuole superiori fino a quando non vi sia stato un confronto aperto e coinvolgente a livello politico, sindacale, sociale e professionale con tutte le componenti della Scuola (insegnanti, personale tecnico, amministrativo e ausiliario, genitori, studenti) e della Società che consenta di raggiungere una soluzione condivisa di scuola democratica non selettiva, non classista e non escludente.


e-mail: comitato.scuolapubblica@gmail.com |
sito internet: http://codiscuola.altervista.org